Freno a disco NISSIN per Lambretta

Techno_Chimp/ Settembre 14, 2021/ lambretta, recensione/ 0 comments

Vi siete mai chiesti come rendere più moderno l’avantreno del vostro scooter?

E’ un dato di fatto. Lo spazio di frenata dei veicoli che intasano le strade moderne è notevolmente diminuito da quando sono stati introdotti i freni a disco e gli aiuti elettronici.

Viaggiare con le nostre vecchie Vespa e Lambretta fra mezzi tecnicamente molto più avanzati, soprattutto nei centri urbani, ci espone al pericolo di non riuscire ad arrestare in sicurezza il nostro mezzo in caso di emergenza negli spazi più ridotti che invece impiega chi ci circonda.

Io non sono mai stato un fan del mezzo originale a tutti i costi, specialmente quando si tratta di migliorarne l’affidabilità o la sicurezza. Per quanto riguarda la sicurezza non ci ho quindi pensato due volte a montare il freno a disco anteriore sia sulla Vespa che sulla Lambretta. In entrambi i casi ormai c’è abbastanza scelta tra più kit diversi.

Per quanto riguarda il mondo di casa Innocenti, fondamentalmente si può scegliere tra il sistema frenante meccanico Campagnolo (per salvaguardare l’estetica originale), montato di serie sulle ultime Lambretta 175 e 200cc prodotte, oppure su qualcosa di idraulico, più radicale e costoso.

La mia scelta è caduta sul kit basato sul sistema frenante NISSIN, molto diffuso su un’ampia gamma di motoveicoli a partire dagli anni 80-90. Questo kit, fatti i doverosi distinguo sui materiali utilizzati e sulla qualità della lavorazione, è molto simile anche al top di gamma che si trova in commercio.

Non posso pronunciarmi sulla facilità (o meno) di montaggio del kit perchè ho preferito farlo installare da un professionista, però credo sia abbastanza semplice. Per quanto mi riguarda ho però sostituito il tubo in gomma con un moderno intrecciato in metallo.

Come si vede nella foto, il kit comprende la pompa al manubrio associata al guscio in cui alloggiare il devioluci. A parte ho inoltre acquistato una leva per la frizione che fosse simile, in quanto le leve della Lambretta Special non hanno il pallino terninale e sono più sottili.

Il diametro del disco è importante ed è pari a quello del mozzo portaruota, garantendo una frenata molto decisa all’occorrenza, ma ben modulabile.

La pinza del freno, nella sua estremità inferiore esce dalla sagoma del mozzo e si mantiene a qualche millimetro dal cerchio ruota tubeless 2.10 che utilizzo, motivo per il quale credo non sia compatibile con i nuovi cerchi tubeless con canale da 2.50.

Il rapporto qualità/prezzo di questo kit freno a disco mi sembra ottimo, in quanto costa circa la metà di sistemi più recenti, lo sto utilizzando ormai da migliaia di chilometri e la frenata è ottima così come la durata delle pastiglie.

Come si può vedere, il kit è dotato di un braccetto metalico che collega la piastra di supporto della pinza alla forcella tramite un collarino/braccialetto. Benchè il sistema appaia precario, l’unico vero inconveniente avuto è la perdita di una delle due viti che trattengono il braccetto, consiglio quindi di usare del frenafiletti su entrambe le viti all’estremità del braccetto, che comunque ha anche un controdado.

 

Ma il “braccetto metallico” cos’è? A cosa serve?

Il braccetto che collega la piastra della pinza del freno al braccialetto sulla forcella non è altro che un sistema antiaffondo come quelli che si montavano sulle moto da competizione in pista negli anni 70-80. Praticamente si tratta di un collegamento che impedisce la traslazione orizzontale in avanti durante la frenata ma continua a consentire il molleggio verticale della sospensione in caso di buca o dosso.

Il sistema antiaffondo e, in generale, tutto questo kit freno a disco per Lambretta, funziona bene ed è economico oltre ad essere, a mio avviso, anche esteticamente valido.

 

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