Immatricolare un ciclomotore

Techno_Chimp/ Marzo 18, 2022/ Tutorial/ 0 comments

Volete rimettere in strada un vecchio ciclomotore senza targa e documenti?

Per il Codice delle Strada un ciclomotore è un veicolo a motore che non supera la cilindrata di 50 centimetri cubici. In passato questi veicoli potevano circolare privi di targa e l’unica documentazione da possedere era il Certificato per Ciclomotore, sottoforma di un foglietto in cartoncino di colore verde il cui possesso, in pratica, designava anche il possesso del mezzo. Successivamente fu introdotto un targhino esagonale nominativo che si poteva applicare a più ciclomotori. Dal 2012 quest’ultimo non è più utilizzabile e và convertito in una targa quadrata assegnata al ciclomotore e non più al possessore. Se siamo in possesso di quel vecchi e spesso consunto librettino verde, ottenere la nuova targa con relativa Carta di Circolazione è abbastanza semplice e non richiede la visione del mezzo da parte del collaudatore della Motorizzazione Civile.

Decisamente più problematico è invece l’iter di chi non possiede il vecchio librettino e in questo articolo parleremo proprio di questo caso.

Recentemente un amico mi ha venduto una Innocenti Lambretta LUI 50 CL del 1968, vale a dire un ciclomotore delle dimensioni di una Vespa 50 ma dal design decisamente avveniristico per l’epoca, curato dal noto Bertone. Questo motorino qui sotto tanto per intenderci:

Il mio amico mi ha fatto veramente felice perchè mi ha ceduto questo gioiellino molto ben conservato ad un prezzo davvero ottimo. Il problema però poi è stato rimetterlo in strada legalmente.

Riassumiamo quindi schematicamente i passaggi da seguire:

  1. controllare numeri punzonati sul telaio, che costituiscono l’identificazione del mezzo, verificando che non siano manomessi, e annotarli;
  2. verificare sul database della Polizia se il veicolo non sia stato rubato al legittimo proprietario;
  3. recarsi ad un ufficio di Polizia per denunciare di non possedere più il Certificato per Ciclomotore di cui parlavamo all’inizio, avendo cura che sulla cosiddetta “denuncia di smarrimento” venga riportato il numero del telaio che ci siamo annotati;
  4. scaricare e compilare il modulo TT2118; è abbastanza semplice e nelle note è scritto quasi tutto per compilarlo correttamente;
  5. fotocopiare il proprio documento d’identità;
  6. compilare una dichiarazione sostitutiva di residenza se questa non coincidesse con quella sul documento d’identità;
  7. procurarsi un bollettino 9001 intestato al Dipartimento dei Trasporti Terrestri e versare € 10,20*;
  8. procurarsi un bollettino 4028 intestato al Dipartimento dei Trasporti Terrestri e versare € 32,00*;
  9. procurarsi un bollettino 121012 intestato alla Tesoreria della Motorizzazione Civile competente territorialmente e versare € 13,58*;

N.B.: gli importi possono variare per luogo e nel tempo, verificate prima.

Bene, fin qui la burocrazia. Normalmente dovreste quindi recarvi all’Ufficio Immatricolazioni della vostra Motorizzazione Civile competente per territorio e prendere un appuntamento per far collaudare dal Tecnico preposto il vostro ciclomotore, per verificare che rispetti tutti i requisiti elencati nel certificato di omologazione del Ministero dei Trasporti.

Epperò ci sta (o stava, speriamo) la Pandemia, e bisogna mandare una mail per prenotarsi. Quindi ecco cosa mi è accaduto nella realtà:

PRENDERE APPUNTAMENTO PER PRENDERE APPUNTAMENTO 

Dunque, ieri ricevo mail dalla motorizzazione per una comunicazione riguardante il collaudo del mio ciclomotore del giorno precedente. Lascio il mio cellulare e poco fa mi chiamano.
Ma facciamo due passi indietro.
Il giorno prima di capodanno vado fisicamente in motorizzazione trovando negli uffici solo due spavalde guardie giurate. Mi informano che, per quel che necessito, devo mandare una mail all’indirizzo che mi danno su un piccolo ritaglio di carta. Provvedo e aspetto. Dopo 10 giorni senza risposta, vado di nuovo fisicamente alla motorizzazione. Una guardia giurata filtra gli ingressi. Mi chiede se ho l’appuntamento, rispondo che ho mandato la mail ma, senza risposta, sono venuto a prendere appuntamento di persona. La guardia mi nega l’ingresso, mentre fa passare le persone arrivate prima e dopo di me. Dice che “devo prendere appuntamento per prendere appuntamento!”. Questo ha il teschio troppo attillato, penso. Allora dichiaro di voler entrare almeno per prendere i moduli (ci sono meno di 6 persone dentro, quindi potrei entrare) e i bollettini ma niente da fare, discutiamo animatamente e lui minaccia di chiamare i Carabinieri (sic..). Per fortuna esce un funzionario che arpiono al volo e, dopo 5 minuti mi porta i moduli e i bollettini. Saluto col mio miglior sorriso la guardia e me ne vado.
 
Dopo altri 10 giorni, finalmente arriva la risposta alla mia mail, in cui mi convocano per il tal giorno e la tal ora. Evviva! 
 
Lustro il motorino, metto lo specchietto, lo carico in macchina e l’indomani mi presento 2 ore prima all’officina nel retro della motorizzazione. C’è già una ragazza con un ciclomotore, ma non mi riguarda. Mentre scarico, avvio e scaldo la mia belva, arriva anche una signora con un Ciao. Inaspettatamente, finito con la ragazza, il funzionario chiama, la signora del Ciao fa per avvicinarsi ma lui la ferma e chiama me “che c’ero prima“. In effetti è vero, quindi vado, faccio il collaudo, il funzionario compila tutto, mi congeda ma mi lascia i bollettini pagati che, dice dovrò portare tra 10 giorni.
Ok, bello come il sole, carico il mio virile ciclomotore color turchese e me ne vàgghiu.
 
Arriviamo alla telefonata. Mi chiedono di portare i bollettini pagati (nel frattempo io già mi ero fatto mille viaggi, tipo per esempio che il ciclomotore fosse risultato rubato – mannaggia Matteo, vatti a fidare! O tipo che ci fossero incongruenze con le matricole o chessò io).. Dicevo, mi chiedono di portare i bollettini pagati e mi dicono che io l’altro giorno mica dovevo fare il collaudo! Nossignore! Io l’altro giorno dovevo andare a prendere appuntamento per il collaudo!
Praticamente la mail serviva per prendere un appuntamento per essere convocati per prendere appuntamento per il collaudo. 
 
Alzo virtualmente le mani in segno di resa. Domani porterò i bollettini.
 
 
HABEMUS PAPAM (ovvero, il mese dopo)
 
Come saprete, circa un mese fa sono andato alla Motorizzazione Civile per sottoporre il mio nuovo, virilissimo, ciclomotore al collaudo per ottenere la targa di circolazione.
 
Dopo circa 15 giorni da quella data ho provato a telefonare e scrivere mail per cercare di capire a che punto fosse la mia pratica. Al telefono, dopo qualche minuto di avvisi, fa un paio di squilli e poi la voce automatica ti chiede di attendere per non perdere la “priorità acquisita”. Poi un altro paio di squilli e la stessa voce registrata ti dice che gli operatori sono tutti occupati, invitandoti a richiamare. Dopo vari giorni così, ho mandato una mail, sperando in una sorte migliore, ma nulla.
 
Dopo altri 10 giorni ho quindi approfittato della mattina libera per andare di persona sul luogo del delitto. Ho aspettato pazientemente che qualcuno dell’ufficio, improvvidamente, facesse capolino alle 8:30 e l’ho accalappiato. Subito il poveretto ha cercato di rimbalzarmi. Io ho sfoggiato i miei migliori occhi da cerbiatto e ho mendicato semplici informazioni, ma non c’era verso di avere udienza, così ho strategicamente fermato la porta con un piedino e cambiando tono gli ho detto chiaramente che se non rispondono né al telefono né alle mail, sono stato per forza costretto a venire di persona per avere informazioni. Pur professando il fatto che lui non c’entrava nulla, che non era compito suo (e poco ci manca, dire che passava di lì per caso) mi manda dal mio amico Guardia Giurata per il Green Pass. Scorgo quindi il volpino con la pistola, gli intimo di controllarmi il pass e la temperatura e torno a razzo dal povero inserviente che, obtorto collo, si decide a collaborare e mi fa entrare.
 
Il poveretto che “non c’entrava nulla” continua però a fare ostruzionismo, chiedendo “lei chi è.. Con chi ha parlato… Etc”. Gli faccio presente che ovviamente non ho nulla perché la pratica ce l’hanno loro già bella e finita e faccio il nome del suo capo che, spuntando da dietro una colonnetta mi guarda e dice qualcosa che mi è sembrato “ah buongiorno Comandante ora facciamo tutto!”. Sul “Comandante” non ci giurerei, ma davvero mi è parso mi appellasse così. Magari ha detto il mio cognome.. Boh, non ho capito, fatto sta che quello che “non c’entrava nulla” sparisce un minuto e ritorna con la mia pratica in mano, iniziando a registrarla sul database assieme alla targa.
 
Fatto sta che è davvero allucinante che io abbia dovuto fermare una porta con il piede e insistere con forza solo, dico solo, per avere una informazione. Nel 2022 non è possibile che un ufficio pubblico sia un piccolo castelluccio da assaltare per parlare con qualcuno.
 
Comunque sia, ero andato per una informazione e sono tornato con la targa fatta. Diciamo che va bene così, ma mi domando come possa fare un normale cittadino, magari meno intraprendente o risoluto di me, ad avere un servizio che gli spetta?
Share this Post

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*
*